sabato 23 aprile 2016

domenica 17 aprile 2016

Explosions in the sky - The wilderness [2016]

Un'immagine seghettata dall'aria futurista, forse un mare in tempesta che si infrange su una scogliera. Forse. E un cielo biancastro a dar corpo. Forse. Il titolo dell'album e il nome del gruppo si stagliano piccoli ma ben distinguibili sul "cielo", nero il primo ("the WILDERNESS", a voler essere precisi), rosso il secondo.

Play.

Sono passati cinque anni esatti da "Take care, take care, take care", cinque lunghi, lunghissimi anni. Occhei, ci sono state delle colonne sonore nel frattempo, ma e' un diverso sentire: scrivevo la tesi di dottorato con "Take care, take care, take care" in sottofondo, allora il mio mondo era un minuscolo sottotetto sulla Portuense all'incrocio con il Trullo e i miei sogni andavano raramente piu' in la' del salice sotto cui avevo fatto i primi conti perturbativi.
Oggi, altalenando tra quella che spero essere l'ultima neve dell'anno (ma chi puo' dirlo?) e le prime temperature a doppia cifra decimale positiva, non ho piu' un posto o una citta' che io possa davvero chiamare "casa", tra pochi mesi (a meno di grandi sconvolgimenti a oggi imprevedibili) mi trasferiro' a sud, negli Stati, e il mondo e' piu' vasto e vario di quel che credevo cinque anni fa.
E piu' bello, e indiscutibilmente piu' bello.

Cosi', in questi giorni pre-primaverili, arriva "The wilderness" e porcamiseria: e' davvero bello.

I texani, signori del controllo della dinamica, questa volta giocano in territori dove l'esplosione arriva si', ma mai davvero, e' un filo troppo lontana perche' ti faccia sanguinare le orecchie: la vedi e ti avvolge, ma piu' che un'esplosione nel cielo e' una vallata sulle alpi, o il Lago che si apre al tuo sguardo in una giornata dalla luce perfetta.

Sono i dettagli qui a fare da padrone, a orientare l'orecchio di chi ascolta, minuscoli dettagli, inezie; bisogna prestare attenzione, non fermarsi allo sguardo superficiale, lasciarsi avvolgere dagli arpeggi, dai suoni lunghissimi e morbidi, dai giochi elettronici, si' anche da quelli.
Perche' e' solo quando si guarda con attenzione che si vedono i primi minuscoli boccioli sugli aceri che sembravano morti: ma bisogna guardare senza etichettare, guardare senza pre-giudicare, guardare fuori senza pensare di aver gia' capito tutto, guardare lasciandosi permeare dal diverso e accettando di poterne trarre insegnamento, riconoscendosi perpetui studenti della vita.

I dolci contrappunti di James, Rayani e Smith accarezzano, mentre Hrasky magistralmente sottolinea e da corpo senza sbavature; i nove brani che compongono l'album sono relativamente brevi ma lasciano il segno, con menzione d'onore per "Logic of a dream" e per il finale semi-sospeso di "Landing cliffs" che lascia spazio a infinite possibilita', cosi' come la vita e' lungi dall'avere finali definitivi prima del Grande Buio.

"The wilderness" mi accompagna per mano verso la primavera esplosiva del Sud Ontario, scioglie i ghiacci e prepara l'animo alla meraviglia che a breve arrivera'.


Lista delle tracce:

Wilderness
The ecstatics
Tangle formations
Logic of a dream
Disintegration anxiety
Losing the light
Infinite orbit
Colors in the space
Landing cliffs